La rivista Nature ha pubblicato uno studio epigenetico sulla trasmissione dell’impronta traumatica di generazione in generazione.
Per chi si occupa di Costellazioni sistemiche, sia come facilitatore che come cliente, i risultati di questa ricerca non sono sorprendenti e, anzi, confermano quanto sperimentato personalmente durante sessioni individuali o corali.
I ricercatori hanno studiato le condizioni di tre generazioni di esuli siriani, considerando tre diverse possibilità di esposizione alla violenza bellica:
germinale – prima del concepimento
prenatale – durante la gestazione
diretta – il bambino ha vissuto in prima persona l’evento bellico
Secondo quanto osservato:”Il trauma materno influenza gli esiti di salute dei neonati e dei futuri adulti e può avere un impatto sulle generazioni future attraverso modifiche epigenetiche del DNA [..] Abbiamo confrontato famiglie in cui una nonna incinta rispetto a una madre incinta era esposta alla violenza e abbiamo incluso un gruppo di controllo senza esposizione alla guerra [..]
Inoltre, abbiamo identificato un’accelerazione epigenetica dell’età in associazione all’esposizione prenatale alla violenza nei bambini, evidenziando il periodo critico dello sviluppo in utero. Questo è il primo rapporto di una firma epigenetica intergenerazionale della violenza, che ha importanti implicazioni per la comprensione dell’ereditarietà del trauma [..]
Abbiamo raccolto campioni di tamponi buccali e dati di indagine da madri e 1-2 bambini in ciascuna delle 48 famiglie (n = 131 partecipanti)”.
Quindi lo studio ha coinvolto un numero limitato di persone, ma i suoi risultati possono essere di sprone per allargare e approfondire il campo di ricerca, dato che, purtroppo, la violenza bellica riguarda tutti noi, per ciò che hanno vissuto i nostri antenati, e riguarda tantissime persone attualmente sotto attacco quotidiano in molte aree del globo.
Che significato ha tutto questo nella vita quotidiana?
La violenza, il sopruso, possono manifestarsi in maniera esplosiva oppure più sottilmente, e protrarsi nel tempo: durante le Costellazioni ne constatiamo gli effetti dolorosi e condizionanti, quando subiti senza possibilità di protezione e di attingere alle proprie risorse.
Ti è capitato di partecipare ad un laboratorio di Costellazioni e di partecipare al lavoro per una persona le cui problematiche attuali erano collegate ad eventi dolorosi vissuti da suoi antenati?
In quel caso, avrai constatato che la trasformazione è comunque possibile, e che sciogliere i nodi del passato permette al presente di fluire in modo più armonioso; questo avviene sia nel lavoro di gruppo che durante le sessioni individuali, per cui ognuno può scegliere l’approccio che lo fa sentire maggiormente a proprio agio.
