Trauma e trauma complesso: 6 differenze significative – 1

scultura di Barbara Licha

Spesso consideriamo il trauma come un evento unico e di grande intensità, che lascia segni di grande sofferenza in chi lo ha vissuto, condizionandone l’intera esistenza. Nella medicina del dr. Hamer si tratta di un’esperienza che soverchia le possibilità di elaborazione della persona, a causa della sua forza brutale, del suo verificarsi improvvisamente e inaspettatamente e della solitudine in cui viene vissuto.

Può trattarsi di un incidente d’auto, di una calamità naturale, di una violenza fisica/psichica, di eventi bellici: un evento dopo il quale niente è più come prima, che ha un inizio e una fine, anche se poi il ricordo di esso può essere sfumato.

Esiste un altro tipo di trauma, definito complesso, che si realizza nel tempo, che si tratti di mesi, anni, decenni, con situazioni ripetute e inevitabili, per cui la persona si trova in un ambiente non sicuro senza poter far nulla per avere protezione: anzi, spesso la minaccia e il sopruso arrivano proprio dalle figure di riferimento come i genitori, se si tratta di un bambino, o il partner, per un adulto. Si crea una gabbia da cui è impossibile fuggire.

Una delle situazioni più frequenti per il bambino non si manifesta come aggressione ma come trascuratezza: i bisogni del bambino, più spesso quelli emotivi, non vengono incontrati, vengono ignorati e negletti o derisi.

in ogni caso si tratta dell’esposizione ad un veleno che mina subdolamente la sicurezza nelle proprie capacità, portando chi lo subisce a ritenere che la propria inadeguatezza sia la causa di ciò che gli accade.

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La foto ritrae una scultura di Barbara Licha