La gamma percettiva delle persone ad alta sensibilità è molto ampia, per questo notano particolari visivi, olfattivi, uditivi, che per altri non esistono: in una tribù integrata nella natura e con la necessità di captare segnali anche sottili per individuare risorse o proteggersi da pericoli, le PAS sarebbero le sentinelle che riconoscono modifiche nell’ambiente molto prima che esse diventino percepibili dalla maggioranza del gruppo.
Per questo io le chiamo anche persone con le vibrisse

Le vibrisse (dal verbo vibrare) sono un organo sensoriale che permette al gatto di muoversi in spazi bui, di percepire correnti d’aria (e quindi sapere se ci sono oggetti o animali nelle vicinanze): insomma, sono un radar indispensabile per interagire con l’ambiente.
Le persone ad alta sensibilità hanno le vibrisse fisiche ed emotive e possono percepire atmosfere, umori, pensieri: se queste qualità non sono consapevoli, possono sovraccaricarsi e provare malessere senza darsene spiegazione ed essere le prime a mortificarsi per quella che sembra inspiegabile debolezza.
Il primo passo perché l’alta sensibilità diventi una risorsa è la consapevolezza: la presenza a sé e alla propria parte percettiva permette di gestire le situazioni senza esserne travolti, anzi, i segnali diventano indicatori della rotta da tenere. Come qualunque nostro comportamento, anche questo diventa automatico con la ripetizione e ciò che si apprende da se stessi nei laboratori della Palestra dell’Essere diventa abitudine quotidiana ad usare la Bussola del Sentire.
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